Hotel Cecil
Il vello d'oro-Mercati Traianei
Esposizione che si ispira all'antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia, costituita da
185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano. Le molte versioni del mito degli Argonauti sono diverse ma tutte identificano nell’antica Colchide – oggi inclusa nei confini della Repubblica Georgiana – la terra lontana e fertile, ma soprattutto ricca di oro, dove era custodito il leggendario vello.
Che la Georgia sia la mitica terra del vello d’oro, terra che ha visto l’estrazione del prezioso metallo sin dal IV millennio a.C., lo spiega il percorso della mostra, che parte da reperti rarissimi in oro filigranato del III e II millennio a.C. emersi dai primi kurgan (tombe a tumulo) della cultura “Trialeti”, la cultura preistorica locale, per proseguire con altrettanto rari esemplari in bronzo risalenti al II millennio a.C. e ai primi secoli del I millennio.
L’antica Colchide raggiunse il momento di massima raffinatezza nella lavorazione dell’oro a partire dall’VIII secolo a.C., in parallelo alla sua comparsa nelle fonti letterarie greche come la terra di Medea e del vello d’oro. Dopo oltre quaranta anni di scavi a Vani, “la Pompei della Colchide”, sono emersi oggetti risalenti al V e IV secolo a.C., periodo in cui la città e il regno giunsero al culmine della ricchezza e dello splendore, considerati la traccia più preziosa legata alla leggenda di Giasone e Medea. Gioielli in perfette condizioni di conservazione che testimoniano l’esistenza di una civiltà particolarmente sviluppata.
L’esposizione, dopo una serie di tappe che ha visto la splendida collezione di ori e bronzi georgiani toccare alcuni dei più importanti musei del mondo come il Getty Museum di Malibu, il Fitzwilliam di Cambridge, lo Smithsonian Institute di New York, gli Staatliche Museen di Berlino, approda ora a Roma arricchita di una serie di pezzi unici mai esportati prima d’ora dalla Georgia. La Georgia, come periferia estrema del mondo ellenistico, al crocevia di importanti culture come la Persia Achemenide, la Grecia delle colonie sul Mar Nero, gli Sciti cavalieri delle steppe, e l’Asia Minore, ha mantenuto una sua autonomia culturale e artistica restituendoci oggi un esempio unico di arte orafa e la preziosa testimonianza di una civiltà ancora tutta da scoprire.



