Ercolano. L’arte di vivere: un viaggio nel cuore della vita quotidiana dell’antica Roma

Ercolano. L’arte di vivere: un viaggio nel cuore della vita quotidiana dell’antica Roma

Dal 22 luglio 2026, Castel Sant’Angelo apre le sue sale a “Ercolano. L’arte di vivere”, una mostra straordinaria che porta nel cuore di Roma la vita quotidiana di una delle città romane meglio conservate dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Per chi soggiorna nella Capitale e desidera scoprire una Roma diversa, fatta non soltanto di monumenti e grandi capolavori, questa esposizione rappresenta un’occasione imperdibile. Il percorso permette infatti di avvicinarsi alla storia attraverso gli oggetti che accompagnavano concretamente la vita degli antichi ercolanesi: il cibo, la cucina, il vino, il lavoro, le relazioni sociali e il convivio.

Una storia di quasi duemila anni che, sorprendentemente, ci parla ancora da vicino.

Ercolano raccontata attraverso la vita di ogni giorno

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. fu una tragedia che segnò per sempre il destino di Ercolano. Allo stesso tempo, la colata piroclastica contribuì a conservare edifici, arredi, utensili, alimenti e materiali organici in condizioni eccezionali.

È proprio questa straordinaria conservazione a rendere Ercolano una fonte unica di conoscenza sulla società romana.

La mostra porta a Roma reperti provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano, molti dei quali raramente presentati al pubblico. Non si tratta soltanto di opere d’arte: sono testimonianze concrete dei gesti e delle abitudini di persone vissute quasi duemila anni fa.

Tra i protagonisti dell’esposizione c’è anche il celebre pane carbonizzato, conservatosi insieme ad alimenti, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano.

Osservare questi oggetti significa quasi fare un salto nel tempo: entrare nelle case, immaginare le cucine, le botteghe e le tavole degli antichi abitanti di Ercolano.

Una “camera delle meraviglie” a Castel Sant’Angelo

Il percorso espositivo comincia con una suggestiva Wunderkammer, ispirata alle celebri camere delle meraviglie rinascimentali.

Qui sono raccolti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana.

Una scelta che invita il visitatore a lasciarsi conquistare dalla meraviglia e a scoprire un patrimonio normalmente lontano dagli spazi espositivi.

È un inizio particolarmente suggestivo, perché introduce immediatamente il tema centrale della mostra: non soltanto raccontare la grande storia di Ercolano, ma restituire al pubblico la vita delle persone che abitavano la città.

L’eruzione del Vesuvio e l’immaginario del Grand Tour

Dalla Wunderkammer il percorso conduce nel cuore dell’evento che ha cambiato per sempre la storia della città.

Una sala immersiva, arricchita da contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative, racconta l’eruzione del Vesuvio e la progressiva trasformazione dell’immagine del vulcano nell’immaginario europeo.

Un viaggio che arriva fino alla stagione del Grand Tour, quando il Vesuvio e le città sepolte dalla sua eruzione divennero una delle tappe più affascinanti del viaggio in Italia.

Tra botteghe e thermopolia: la città prende vita

La mostra cambia poi prospettiva e ci porta nel cuore della vita urbana.

Il visitatore entra idealmente nelle botteghe e nei thermopolia, gli antichi locali destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano.

Installazioni multimediali e reperti archeologici raccontano una città dinamica, fatta di commerci, attività economiche, incontri e relazioni sociali.

È uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione: Ercolano non appare come una città immobile del passato, ma come una comunità viva, animata da persone impegnate nel lavoro, negli acquisti, nella cucina e nella socialità.

Cosa mangiavano gli antichi romani?

Una delle sezioni più curiose è quella dedicata alla cucina e alla dispensa.

Mortai, pentole, casseruole e altri utensili, insieme a preziosi reperti organici come cereali e legumi, permettono di ricostruire le abitudini alimentari degli antichi ercolanesi.

La straordinaria conservazione dei materiali rinvenuti consente agli archeologi di approfondire non soltanto cosa veniva consumato, ma anche le modalità di preparazione e le pratiche alimentari della comunità.

Per il visitatore moderno è un modo affascinante per scoprire che, dietro la grande storia dell’Impero Romano, esisteva una quotidianità fatta di ingredienti, ricette, strumenti da cucina e gesti familiari.

Il vino, il Falerno e il culto di Bacco

Un’intera sezione è dedicata al vino, elemento fondamentale della cultura e della produzione campana in età romana.

Tra i protagonisti compare il celebre Falerno, vino prestigioso dell’antichità ricordato anche da Plinio il Vecchio.

Il vino non era però soltanto una bevanda: era profondamente legato alla convivialità, alla cultura e al culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e del banchetto.

Anche questo aspetto contribuisce a rendere il percorso sorprendentemente attuale: il rapporto tra territorio, cibo, vino e convivialità continua infatti a essere una parte fondamentale della cultura italiana.

Il banchetto: vivere e condividere il presente

Il percorso si conclude nella sala dedicata al banchetto romano, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti principali dell’alimentazione quotidiana: ientaculum, prandium e cena.

Tra campanelli in bronzo e prezioso vasellame in vetro, bronzo e argento, emerge un oggetto particolarmente curioso: la larva convivialis, una piccola figura scheletrica che ricordava ai commensali la brevità della vita.

Un messaggio che, dopo quasi duemila anni, conserva una forza sorprendente: la vita è breve e il momento della condivisione merita di essere vissuto pienamente.

Una mostra da scoprire durante il vostro soggiorno a Roma

“Ercolano. L’arte di vivere” è molto più di una mostra archeologica.

È un invito a guardare l’antichità attraverso gli occhi delle persone che la abitavano. Attraverso il pane, gli alimenti, gli utensili, il vino, le botteghe e le tavole, il visitatore scopre una città romana fatta di gesti quotidiani, passioni, lavoro e convivialità.

E proprio per questo può diventare una delle esperienze più interessanti da aggiungere al vostro itinerario romano.

Dopo aver visitato il Colosseo, il Pantheon, le piazze e le fontane della Capitale, concedetevi un viaggio ancora più indietro nel tempo: entrate a Castel Sant’Angelo e lasciatevi raccontare la vita di Ercolano attraverso oggetti che hanno attraversato quasi duemila anni di storia.


Informazioni utili per visitare la mostra

Ercolano. L’arte di vivere
📍 Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello 50, Roma
📅 Dal 22 luglio 2026
🕘 Da martedì a domenica, 9:00–19:30
🎟️ Ultimo ingresso: 18:30
🚫 Chiuso il lunedì

L’esposizione è allestita nelle Sale Clemente VII, Sala della Giustizia e Sale Clemente VIII.

Il biglietto intero di accesso a Castel Sant’Angelo è attualmente di 18 €, mentre il ridotto è di 2 €, fatte salve le gratuità previste dalla normativa. La prenotazione è consigliata, in particolare nei fine settimana e nei giorni festivi.

Dove acquistare i biglietti

I biglietti possono essere acquistati online attraverso il portale ufficiale Musei Italiani.

Per informazioni aggiornate sulla mostra, sugli orari e sulle modalità di visita è possibile consultare il sito ufficiale della Direzione Musei nazionali della città di Roma.

Informazioni e contatti:
Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello 50, 00193 Roma
Telefono: +39 06 6819111