ENEIDE – Teatro della Migrazione: quando il mito di Enea incontra le migrazioni di oggi

ENEIDE – Teatro della Migrazione: quando il mito di Enea incontra le migrazioni di oggi

A Roma, dal 17 agosto al 26 settembre 2026, il teatro diventa uno spazio di incontro, formazione e riflessione sul tema dell’accoglienza.

Roma non è soltanto una città da visitare: è un luogo in cui storie, culture e persone si incontrano da secoli. È proprio in questa dimensione che si inserisce “ENEIDE – Teatro della Migrazione”, il laboratorio teatrale interculturale e multidisciplinare che per il secondo anno consecutivo porta nel cuore della Capitale il viaggio di Enea, trasformando il celebre poema di Virgilio in una riflessione profondamente contemporanea.

Dal 17 agosto al 26 settembre 2026, la Sala Raffaello di Villa Fiorelli ospita un percorso dedicato alla formazione teatrale e all’inclusione, nel quale il mito antico dialoga con le esperienze delle migrazioni contemporanee, con le partenze, gli esili, i confini e il desiderio universale di trovare un luogo da poter chiamare casa.

Dal viaggio di Enea alle nuove geografie dell’accoglienza

L’Eneide racconta il viaggio di un uomo costretto a lasciare la propria terra e a cercare un nuovo futuro. Una storia antica che, riletta attraverso lo sguardo del presente, assume un significato sorprendentemente attuale.

“Ogni episodio rilegge il poema di Virgilio alla luce delle migrazioni contemporanee”, spiega Matteo Tarasco, direttore artistico e conduttore del laboratorio, “restituendo al mito la sua funzione originaria: raccontare la condizione universale di chi cerca un luogo dove vivere in pace”.

Il progetto nasce infatti come uno spazio di crescita professionale e umana, nel quale il teatro diventa uno strumento concreto di inclusione e di valorizzazione dei giovani talenti.

Sono 30 performer under 35, italiani e migranti, a partecipare a un laboratorio intensivo di 45 giorni che comprende drammaturgia collettiva, lavoro sul corpo, vocalità e sperimentazione multilingue. Un percorso nel quale le diverse lingue e culture non rappresentano una barriera, ma diventano parte integrante della creazione artistica.

Tre appuntamenti per raccontare un viaggio

Il percorso culminerà in tre appuntamenti aperti al pubblico, pensati come tappe di un’unica grande narrazione.

29 agosto 2026 – APPRODO

Enea arriva sulle rive del Lazio, ma il suo approdo diventa metafora di tutti gli arrivi del nostro tempo.

“Approdo” è il primo momento della restituzione pubblica del laboratorio e mette al centro il tema dell’arrivo dopo un viaggio segnato da guerre, migrazioni, confini ed esili.

Attraverso una messa in scena corale e fisica, arricchita dall’utilizzo delle lingue madri dei performer, il mito di Enea entra nel presente e si confronta con le storie e le esperienze dei giovani protagonisti.

12 settembre 2026 – GUERRA

L’approdo non coincide con la fine del viaggio.

Una volta raggiunta la terra promessa, Enea deve affrontare la sfida più difficile: costruire una nuova città e una nuova appartenenza attraversando il conflitto.

“Guerra” porta così in scena il lato più drammatico della costruzione di una comunità, interrogandosi sul rapporto tra identità, territorio, violenza e desiderio di appartenenza.

26 settembre 2026 – TREGUA

L’ultima tappa guarda al futuro.

“Tregua” parte dalle rovine lasciate dal conflitto per porsi una domanda essenziale: come può una comunità ricominciare dopo la distruzione?

Il canto finale dell’Eneide diventa un confronto tra destino e vendetta, giustizia e compassione, aprendo una riflessione sulla possibilità di costruire una convivenza nuova dopo aver attraversato il conflitto.

Un appuntamento da vivere a Roma

La scelta della Sala Raffaello, all’interno della Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli, non è casuale.

Il quartiere, caratterizzato da una dimensione multiculturale e da una posizione semicentrale, diventa parte integrante del progetto: uno spazio urbano nel quale memoria storica e nuove cittadinanze possono incontrarsi.

Come Enea cerca una terra nella quale costruire il proprio futuro, così questo progetto trasforma un luogo della città in un moderno spazio di approdo, incontro e dialogo.

Per gli ospiti che soggiornano a Roma, può essere un’occasione speciale per scoprire una dimensione della Capitale diversa dai tradizionali itinerari turistici: una Roma contemporanea, culturale e multiculturale, capace di utilizzare il proprio patrimonio storico per parlare delle grandi questioni del presente.

Informazioni per il pubblico

Gli spettacoli si svolgeranno presso la Sala Raffaello di Villa Fiorelli e l’ingresso è libero e gratuito, con prenotazione del posto tramite l’Associazione Culturale IGLOO.

Le date da segnare in agenda sono:

  • 29 agosto 2026 – APPRODO
  • 12 settembre 2026 – GUERRA
  • 26 settembre 2026 – TREGUA

Le serate saranno inoltre accompagnate da buffet multiculturali, pensati come ulteriore momento di incontro tra artisti, pubblico e cittadinanza.

Un progetto culturale nel cuore della Capitale

Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, “ENEIDE – Teatro della Migrazione” prosegue il percorso avviato nell’estate 2025.

Se la prima edizione raccontava la fuga da una Troia in fiamme, il nuovo capitolo si concentra sull’arrivo e sulla complessa costruzione di una nuova appartenenza.

La direzione artistica è affidata a Matteo Tarasco, regista teatrale con esperienze in ambito accademico e interculturale, tra cui Harvard University e LAMDA di Londra. L’organizzazione generale è curata da Massimo Di Rollo, affiancato da professionisti della regia, della mediazione culturale e della produzione tecnica.

Un progetto che dimostra come il teatro possa essere molto più di uno spettacolo: può diventare un luogo di ascolto, confronto e incontro tra persone, culture e generazioni.

Per chi visita Roma in queste settimane, “ENEIDE – Teatro della Migrazione” rappresenta quindi un’interessante occasione per vivere la città attraverso una prospettiva diversa: quella di un antico viaggio che, ancora oggi, continua a parlarci di noi.